Camomilla, regina delle erbe
Fabio Firenzuoli
hi l’avrebbe detto! La tanto spesso denigrata Camomilla è presente addirittura in specialità medicinali registrate. Eppure, quando si vuol sottolineare la potenza o i rischi di un farmaco, si sente spesso questa affermazione: “attenzione perché non è mica … Camomilla!”, volendo automaticamente dire che al contrario la Camomilla non fa niente.
In realtà si tratta dell’erba medicinale per antonomasia. Usata in particolare a livello domestico per tisane, gradevoli e rilassanti, consigliate abitualmente sia agli anziani che ai lattanti, come blando sedativo, ma anche contro le coliche gassose.
In realtà oggi sappiamo molto su questa pianta, chiamata anche Camomilla comune (Matricaria recutita L. o Matricaria chamomilla l.), peraltro facilmente reperibile nelle nostre campagne, nel periodo estivo. Sappiamo ad esempio che contiene numerose sostanze, tra le quali flavonoidi (apigenina, luteolina) ed un olio essenziale (contenente tra l’altro a-bisabololo), responsabili del colore dei fiori e del profumo tipico. E proprio queste sono le sostanze responsabili anche di due importanti attività medicinali: antiinfiammatoria e spasmolitica. Sì, perché la più importante attività della Camomilla non è tanto quella sedativa, quanto quella protettiva sulla mucosa del tubo digerente, ed in particolare dello stomaco e del duodeno. Ben documentate, in laboratorio e sull’animale, sono queste caratteristiche, confermate proprio quando si utilizzano in associazione sinergica. Il bisabololo ha dimostrato inoltre un’attività battericida ed antiulcera specifica, in grado di prevenire i danni da indometacina, stress ed alcool. Nella Camomilla è stata riscontrata anche la presenza di polisaccaridi ad attività antiinfiammatoria ed immunostimolante.
Da ricordare poi che i fiori di Camomilla (o capolini) sono previsti proprio in Farmacopea Ufficiale. Questo per dire fin da subito che quando si debba utilizzare a scopo medicinale, la si può cercare in farmacia, dotata di tutti i requisiti richiesti. In particolare ci preme sottolineare la disponibilità di estratti controllati, utilizzabili e prescrivibili anche per preparazioni galeniche, nella prevenzione e cura di numerose affezioni del tratto digestivo, dalle gastriti alle coliti, dalle esofagiti all’ulcera peptica, su base neurodistonica, infettiva o tossica (alcool, FANS, chemioterapici, ecc.).
Rare ma possibili, le reazioni di intolleranza o vere e proprie allergie.
Una semplice indicazione per una preparazione domestica (sfruttabile ad esempio per calmare passeggeri bruciori di stomaco): preparare un decotto con un cucchiaio di capolini messi in una tazza di acqua fredda, portare ad ebollizione e far bollire per un minuto; infusione a fuoco spento e recipiente coperto per 30 minuti; filtrare e bere, due tre volte al giorno lontano dai pasti.
Nei casi in cui vi sia una vera e proprie patologia allora dovremo ricorrere agli estratti veri e propri.
La cosiddetta Camomilla romana, al contrario della Camomilla comune, viene invece utilizzata per infusi nelle gastriti croniche con atonia e pesantezza post-prandiale, ed il suo impiego è invece controindicato nelle gastriti acute e nei pazienti con ulcera gastrica o duodenale.
Coscienza Evolutiva
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mercoledì 30 ottobre 2013
mercoledì 16 ottobre 2013
Surroga ed estinzione mutuo: fatevi rimborsare la polizza assicurativa collegata
Fonte: www.aiutomutuo.finanza.com

La lodevole azione di CRTCU– La svolta epocale che ha sancito finalmente l’applicazione retroattiva della nuova disciplina nei contratti assicurativi e che rende ammissibile i rimborsi anche per le vecchie polizze pre-dic2010 prende definitivamente corpo grazie ad una iniziativa di una associazione consumatori, la CRTCU di Trento. Nel novembre 2011 l’associazione infatti vince un ricorso presso ABF (“Arbitro Bancario e Finanziario”) per conto di un proprio associato che nel 2011 aveva effettuato una surroga del proprio mutuo stipulato nel 2009 e che chiedeva inutilmente il rimborso della polizza alla propria banca. Nonostante il mutuo sia stato surrogato nel 2011 e nonostante il vecchio contratto di polizza non prevedesse il rimborso, il Collegio ABF accoglieva il ricorso e disponeva affinchè la banca restituisse al mutuato il premio della polizza corrisposto e a risarcirlo delle spese da lui affrontate per la presentazione del ricorso stesso.
Facciamo subito un esempio per capire cosa vogliamo comunicarvi di estremamente importante con questo articolo..
Se anni fa avete stipulato un mutuo con il quale avete sottoscritto una polizza vita o multirischi a premio unico collegata e successivamente al dicembre 2010 lo avete estinto, surrogato o accollato, molto probabilmente avrete a suo tempo richiesto il rimborso della polizza assicurativa. Ebbene a voi come a tanti altri, la banca, vi avrà presumibilmente risposto che il contratto della polizza che avevate sottoscritto non prevede rimborso e che la polizza non è possibile recederla neanche col mutuo estinto o surrogato!…ho forse indovinato?
Ebbene, si è da poco consumato il primo anniversario di una felice ricorrenza; festeggiamo con questo articolo una importante “sentenza” di ABF che un anno fa ha stabilito che voi avevate ed avete ancora diritto a recedere dalla polizza ed ottenere il rimborso del premio. Dopo aver letto questo articolo, potreste tornare alla carica per ottenerlo!
Per capire come e perchè dovrete fare un passo indietro con noi e leggere con calma e attenzione…
Le polizze post-dic 2010 - E’ ormai prassi consolidata che chi accende un mutuo per l’acquisto di un’immobile, di solito riceve dalla banca stessa l’offerta per la stipula di polizze assicurative. Si parla di polizze vita caso morte o polizze incendio-scoppio, che possono essere polizze i cui premi vengono corrisposti annualmente, oppure, contratti pluriennali che prevedono il pagamento del premio in un’unica soluzione – “premio unico”.
Una peculiarità contenuta nei contratti assicurativi è quella dell’ estinzione anticipata, surroga o accollo del mutuo a cui la polizza stessa è collegata la cui normativa che disciplina questa specifica clausola contrattuale è stata da poco modificata da Isvap.
Nei nuovi contratti di polizza nel caso si procedesse ad una surroga, estinzione o accollo del mutuo, il mutuato-assicurato ha il diritto di ottenere la disdetta della polizza come anche il rimborso del premio non goduto.
Le polizze pre-dic 2010 – Prima dell’intervento normativo di Isvap, tale facoltà all’interno dei vecchi contratti assicurativi non era minimamente contemplata. Molti mutuati si trovavano quindi ad estinguere il mutuo o surrogarlo ma inibiti contrattualmente a non poter recere la polizza assicurativa collegata e quindi a non poter ottenere il rimborso del premio corrisposto; una situazione a dir poco assurda. L’unica facoltà data in automatico era quella del cambio di Beneficiario della polizza che cessava essere la stessa banca mutuante.
Regolamento Isvap 35 – Dopo una diffusa campagna di proteste da parte di alcune associazioni consumatori riguardo a tale sofferta condizione contrattuale imposta dai vecchi contratti, l’Isvap nel maggio 2010 ha finalmente emanato un nuovo regolamento che impone alle compagnie assicuratrici l’obbligo di inserire e modificare diversi punti caldi essenziali nella stesura dei propri contratti assicurativi. Nel caso specifico Isvap ha voluto finalmente elargire al mutuato-consumatore il tanto ambito diritto di ottenere il meritato rimborso esentandolo altresì dall’obbligo del mantenimento della polizza.
Ecco il passaggio normativo che ha a suo tempo decretato la netta linea di demarcazione tra nuove e vecchie polizze:
quindi: “..le imprese, nel caso di estinzione anticipata o di trasferimento del mutuo o del finanziamento, restituiscono al debitore/assicurato la parte di premio pagato..”.
Il regolamento sancisce quindi un cambiamento epocale per i nuovi mutuati sottoscrittori di nuove polizze, da quel giorno tutte le polizze assicurative attualmente in commercio riportano la possibilità per l’Assicurato di recedere dalla polizza in caso di surroga, estinzione o accollo!
Purtroppo però l’art.56 dello stesso nuovo ordinamento non risolve definitivamente la questione di tutti quei famosi coloro che si trovavano a richiedere rimborso della polizza per un mutuo stipulato precedentemente a tale data; il nuovo regolamento di fatto non viene ratificato retroattivo!
La decisione di ABF – Grazie a questa decisione, dal novembre 2011 quindi, tutti i mutuati assicurati che prima del 1° dicembre 2010 hanno stipulato un mutuo con una (“vecchia”) polizza collegata e dopo quella data abbiano effettuato una surroga o una estinzione o accollo del mutuo stesso, quei mutuati, hanno diritto al rimborso del premio assicurativo corrisposto nonostante questa facoltà non sia affatto prevista dal vecchio contratto di polizza stipulato pre-dic 2010(!!!).
Vi consigliamo quindi di richiedere il rimborso della vostra vecchia polizza nonostante la banca vi neghi o vi abbia già negato tale facoltà ed eventualmente portate avanti un ricorso ad ABF.
Il ricorso ABF – In questo caso la procedura del riscorso prevede prima di tutto di inviare A.R. alla banca e alla compagnia assicuratrice con la richiesta di rimborso e dopo 30gg di tempo, se l’esito della vostra richiesta è negativo, inviare A.R. ad ABF per aprire un ricorso ufficiale e che probabilmente visto il precedente…vincerete!
In uno dei prossimi articoli, tratteremo più approfonditamente il tema ABF e come fare ricorso.
(?) – La domanda finale di chi vi scrive che ci siamo posti e che giriamo ad ognuno di voi è: Quanti di noi mutuati che hanno surrogato o estinto il proprio mutuo si lasciano ancora sfuggire questa irripetibile occasione? Quanti dei nostri soldi ($$$!!!) riconducibili ai mancati rimborsi di queste polizze comprovatamente rimborsabili oggigiorno, giacciono invece nei caveau delle banche?
Ringraziamenti – A nome di tutti i mutuati interessati, il blog diaiutomutuo esprime riconoscenza ad Isvap, ABF e soprattutto all’associazione consumatori CRTCUdi Trento, grazie all’impegno dei quali i diritti trasgrediti del cliente consumatore possono essere legittimamente e finalmente esercitati e rispettati.
Vi anticipo che un prossimo imminente articolo sarà scritto proprio da un tenace e felice ex Assicurato che è finalmente riuscito a farsi restituire il premio utilizzando proprio il canale del ricorso ad ABF.
stay tuned… 
Massimo
aiutomutuo.finanza@gmail.com
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martedì 15 ottobre 2013
Proprietà della MENTA
Menta (Mentha piperita)

La Menta piperita è una pianta erbacea perenne; si riproduce facilmente per via vegetativa tramite gli stoloni, poiché raramente produce semi. La parte interessante dal punto di vista dei principi attivi è la parte aerea, cioè le foglie e le sommità fiorite, che contengono diversi oli essenziali, fra i quali il più noto è il mentolo, che conferiscono a questa pianta il profumo caratteristico, il sapore e soprattutto le proprietà officinali.
La sinergia del fitocomplesso conferisce alla Menta proprietà rilassanti sulla muscolatura liscia, principalmente a livello di stomaco e intestino: infatti è da sempre conosciuta e utilizzata come rimedio per i disturbi dell'apparato gastrointestinale, per le sue proprietà antispasmodiche, carminative, coleretiche, eupeptiche e stomachiche. La Menta ha anche un'azione tonificante e corroborante sul sistema nervoso centrale, che ne fa anche un buon tonico e stimolante contro l'affaticamento fisico.
La Menta piperita è quindi utilizzata in caso di atonia digestiva, specie se è associata ad altre piante dalle proprietà simili, come la Melissa o il Finocchio. E' utile anche per combattere la nausea causata dalla cattiva digestione, specie se dipendente dall'alterata motilità delle vie di escrezione della bile (discinesie biliari), oppure quella causata dalla gravidanza. L'olio essenziale di Menta piperita è utilizzato anche come antinfiammatorio delle vie aeree superiori; infatti è possibile adoperarlo per suffumigi in caso di raffreddore e sinusite, ed essendo anche un buon antisettico bronchiale può risultare utile in caso di tosse.
Applicato localmente sulla pelle, produce una sensazione di freddo, determinando un'azione anestetica che può essere sfruttata in quelle affezioni della pelle che causano prurito o bruciore, sotto forma di talco mentolato, oppure di linimenti o unguenti emollienti.
Le controindicazioni della Menta riguardano la sua capacità di rilassare il cardias (sfintere che separa lo stomaco dall'esofago), per cui la Menta piperita è sconsigliata in caso di ernia iatale, poiché favorisce le eruttazioni; è controindicata anche in presenza di ulcera gastro-duodenale, perché stimola la secrezione gastrica; inoltre la sua azione coleretica ne sconsiglia l'uso in caso di calcoli biliari, che potrebbero essere mobilizzati provocando una colica.
L'uso prolungato può provocare insonnia per l'azione stimolante sul sistema nervoso centrale, per cui è da evitare l'uso come aromatizzante nelle tisane contro l'insonnia.
L'uso di prodotti al mentolo deve essere evitato in età pediatrica, poiché può provocare spasmi della glottide, con blocco del respiro nei casi più gravi.
Dott.ssa Marina Multineddu
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Benefici, proprietà e controindicazioni della MELISSA
Melissa (Melissa officinalis)

La Melissa è conosciuta anche con il nome di Citronella, Cedronella o anche Erba Limona, per il gradevole profumo di limone che emana quando è fresca, profumo che perde con l'essiccazione.
Come molte piante, è conosciuta e utilizzata fin dall'antichità per le sue proprietàsedative, antispasmodiche, digestive, carminative, che ne fanno un valido rimedio, confermato anche dai moderni studi, contro l'ansia, specialmente in caso di nevrosi gastrica, che si manifesta con disturbi di origine psicosomatica a carico dello stomaco e dell'intestino.
La Melissa è utile anche nei disturbi del sonno, sia degli adulti che dei bambini, quando è necessaria un'azione rilassante generale, con difficoltà di addormentamento. La sua azione tranquillizzante può essere utilizzata anche durante le diete dimagranti, specie nei soggetti a tendenza bulimica originata da turbe nervose, e in quelle forme di ansia con somatizzazione a livello gastrico, come gastriti nervose. La Melissa riduce infatti la produzione di succo gastrico, mentre aumenta la secrezione di mucina, che ha una funzione protettiva nei confronti della mucosa gastrica. E' un valido aiuto contro dispepsia, nausea, flatulenza, vomito gravidico, per le sue proprietà eupeptiche, aromatiche, stomachiche, spasmolitiche e carminative, e anche perché favorisce la produzione della bile da parte del fegato. L'azione spasmolitica sulla muscolatura liscia può essere utilizzata anche in caso di lievi coliche intestinali, o nella dismenorrea.
L'azione sedativa della Melissa è utile anche in caso di tachicardia (battito del cuore accelerato) che non abbia cause patologiche, poiché esercita un'azione leggermente ipotensiva e bradicardizzante (rallenta il battito cardiaco).
Il dosaggio della Melissa deve essere valutato e personalizzato, poiché un dosaggio troppo elevato potrebbe manifestare un effetto-paradosso con ansia e agitazione, specie se si utilizza l'olio essenziale (che va usato con cautela, come tutti gli oli essenziali).
La Melissa è controindicata quando vi siano disturbi tiroidei, specie in caso di ipotiroidismo che potrebbe essere accentuato, o in caso di terapia con ormoni tiroidei, per una possibile interferenza con essi.
L'olio essenziale di Melissa è sconsigliato, per precauzione, nei soggetti affetti da glaucoma: in alcuni studi su animali ha provocato un aumento della pressione endoculare, quindi, finché non ci saranno altri studi in merito, è bene evitare di utilizzarlo in presenza di questa patologia oculare.
Tè e temperatura, questione di salute
Dopo anni di gloria, il tè verde sale agli onori della cronaca per una valutazione negativa.Presentato come la panacea di tutti i mali, in grado di tenere l'uomo al riparo da alcuni tipi di tumori, oggi anche per lui sembra essere arrivato il giorni della resa dei conti. Spesso la ricerca scentifica, con i suoi risultati, sembra divertirsi a confondere le idee dei consumatori, quello che fa bene un giorno diventa pericoloso il giorno dopo.
Era il mese di settembre quando dal dipartimento di Cardiologia dell'Athens Medical School spiegavano come il consumo del tè potesse avere effetti benefici sul cuore, oggi una nuova ricerca ci spiega come la stessa bevanda possa mettere a rischio la nostra salute se non consumata in modo corretto.
Una ricerca pubblicata in questi giorni sull'International Journal of Cancer presenta i dati relativi ad uno studio effettuato su 5400 adulti cinesi. Il campione è stato suddiviso in persone sane e persone malate di cancro esofageo. Gli studiosi hanno cercato di indagare la relazione esistente tra malattia e consumo di tè. Secondo quanto da loro presentato l'uso di questa bevanda più che un effetto di protezione sembrava essere una delle cause di rischio.
L'elemento che fa da spartiacque tra bene e male sembra essere la temperatura con cui viene consumato: il tè risulta dalla ricerca effettuata essere una minaccia solo se bevuto bollente.
Come comportarci di fronte a queste notizie?
Forse la risposta va ricercata nella cerimonia del te. Nelle sue terre di origine la bevanda si consuma lentamente, esiste tutto un rituale precedente al suo uso: dalla preparazione della tavola, alla scelta degli utensili, alla grazia con cui è servito e consumato,tutto deve essere in piena armonia.
Personaggi illustri di ogni epoca, dalla Regina Vittoria a Gabriele D'Annunzio sino ai Beatles si concedevano al piaceri che questa bevanda riusciva a dare.
Il tè sembra non invecchiare mai, ed adattarsi perfettamente ai cambiamenti della società.
Dai salotti imperiali ai locali moderni dei nostri giorni, riesce ad essere il protagonista di locali di tendenza. Forse è anche per questo suo essere così antico ma allo stesso tempo moderno che gli studiosi continuano a studiare questa pianta per capire gli effetti che può avere sulla salute dell'uomo.
Se in principio il rito del tè richiedeva tempo e pazienza al fine di raggiungere il giusto livello di contemplazione e concentrazione, oggi questo scorrere lento del tempo è consigliato anche dal cordinatore della nuova ricerca il dr. Jinkou Zhao, del Jiangsu Provincial Center for Disease Control and Prevention cinese: «Meglio far freddare un po' le bevande prima si sorseggiarle. Non mandate giù i liquidi fumanti, che siano tè, caffè o minestre».
L'elemento che fa da spartiacque tra bene e male sembra essere la temperatura con cui viene consumato: il tè risulta dalla ricerca effettuata essere una minaccia solo se bevuto bollente.
Come comportarci di fronte a queste notizie?
Forse la risposta va ricercata nella cerimonia del te. Nelle sue terre di origine la bevanda si consuma lentamente, esiste tutto un rituale precedente al suo uso: dalla preparazione della tavola, alla scelta degli utensili, alla grazia con cui è servito e consumato,tutto deve essere in piena armonia.
Personaggi illustri di ogni epoca, dalla Regina Vittoria a Gabriele D'Annunzio sino ai Beatles si concedevano al piaceri che questa bevanda riusciva a dare.
Il tè sembra non invecchiare mai, ed adattarsi perfettamente ai cambiamenti della società.
Dai salotti imperiali ai locali moderni dei nostri giorni, riesce ad essere il protagonista di locali di tendenza. Forse è anche per questo suo essere così antico ma allo stesso tempo moderno che gli studiosi continuano a studiare questa pianta per capire gli effetti che può avere sulla salute dell'uomo.
Se in principio il rito del tè richiedeva tempo e pazienza al fine di raggiungere il giusto livello di contemplazione e concentrazione, oggi questo scorrere lento del tempo è consigliato anche dal cordinatore della nuova ricerca il dr. Jinkou Zhao, del Jiangsu Provincial Center for Disease Control and Prevention cinese: «Meglio far freddare un po' le bevande prima si sorseggiarle. Non mandate giù i liquidi fumanti, che siano tè, caffè o minestre».
di Tania Valentini
Tè verde per la salute di denti e gengive
Il tè verde non finisce di stupire: le sue proprietà benefiche sono utili anche alla salute della bocca.
Anticancro, amico del cuore, dimagrante, anticalvizie, epatoprotettore, antiscottature e molto altro: il tè verde sembra davvero l’erba dalle mille virtù.
Ora una ricerca giapponese condotta su un migliaio di persone e pubblicata sulJournal of Periodontology ha scoperto che questa pregiata bevanda orientale sempre più diffusa anche da noi è utile persino alla salute della bocca. Lo studio ha infatti evidenziato che denti e gengive di chi assume regolarmente tè verde sono in migliori condizioni rispetto a quelli di coloro che non ne bevono.
L’azione benefica del tè verde nei confronti delle malattie parodontali sarebbe da attribuire - ancora una volta - al suo elevato contenuto in antiossidanti, come in primo luogo la catechina, capaci di contrastare i processi infiammatori e di promuovere la salute della bocca.
Quindi via libera ad almeno una tazza al giorno di “magico” tè verde, che, tra l’altro, non essendo fermentato (a differenza del comune tè nero), può essere tranquillamente assunto anche da chi abbia un’intolleranza alimentare ai lieviti e ai prodotti fermentati (una delle intolleranze alimentari più diffuse in Italia).
Le informazioni qui riportate sono fornite a scopo puramente divulgativo e non sostituiscono in alcun modo le prescrizioni del medico nè una terapia. Al curatore di queste pagine non può essere attribuita alcuna responsabilità per eventuali conseguenze derivanti da un uso delle stesse diverso da quello meramente informativo.
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L'estratto di Tè Verde riduce il Colesterolo e i Trigliceridi
Il Tè Verde contiene potenti antiossidanti, le CATECHINE, di cui recentemente è stata riconosciuta anche la proprietà di PREVENIRE le malattie vascolari cardiache e cerebrali.
Le Catechine, infatti, appaiono capaci di ridurre il Colesterolo Totale e quello LDL e di aumentare il Colesterolo HDL (il colesterolo LDL è detto "cattivo" perchè aumenta il rischio vascolare mentre quell HDL è detto "buono" perchè lo diminuisce).
Ed ecco la novità: un recente studio, pubblicato sul Journal of the American College of Nutrition da Tinahones e colleghi, ha dimostrato che un ESTRATTO in capsule di Tè verde contenente 375 mg di catecolo e 150 mg di caffeina è in grado di MIGLIORAREsensibilmente, in 6 settimane, alcuni importanti fattori di rischio vascolare.
Tali concentrazioni corrispondono a circa 6,5 gr. di Tè Verde al giorno, cioè a 3-4 tazze, che sono poi le "dosi" necessarie per ottenere gli effetti benefici descritti, quantità che in Italia non sono per nulla abituali.
Lo studio è stato condotto su 14 donne sane di età media di 35 anni. La prima settimana hanno assunto placebo mentre le successive sei settimane hanno assunto le capsule descritte di estratto di Tè Verde.
Sono stati quindi valutati questi parametri:
- Colesterolo Totale
- Colesterolo LDL
- Colesterolo HDL
- Entità dell'ossidazione delle LDL
- Trigliceridi
- Funzionalità vascolare dell'arteria Brachiale (una delle principali arterie del braccio)
I risultati sono stati i seguenti:
- LDL ossidate: RIDUZIONE del 37,4%
- Trigliceridi: RIDUZIONE significativa.
- Arteria Brachiale: INCREMENTO del 50% circa del flusso ematico.
- Colesterolo Totale e HDL: concentrazioni invariate.
Questo studio è stato effettuato su un piccolo numero di persone, tutte donne, di giovane età media e in buona salute e quindi non possiamo trasferirne automaticamente i risultati su casi diversi per sesso, età, stato di salute etc.
Nonostante ciò esso ci dà la provata indicazione del fatto che un INTEGRATORE di Catechine e Caffeina ha una azione BENEFICA su vari fattori di rischio vascolare.
Quindi, l'integrazione con estratto di Tè Verde è un valido componente nell'ambito di un serio programma di prevenzione dellemalattie vascolari prescritto da un medico esperto.
Questo INTEGRATORE è una UTILE "arma" quando:
- i farmaci specifici non sono tollerati o non sono indicati;
- si deve agire sia sul Colesterolo sia sui Trigliceridi (che normalmente richiedono farmaci differenti);
- si vogliono associare diverse strategie preventive farmacologiche e/o non farmacologiche;
- non si intende assumere farmaci pur volendo ridurre il proprio rischio vascolare.
Insomma, ancora una volta, la Natura e la Medicina sono alleate per la Salute!
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