mercoledì 30 ottobre 2013

Camomilla, regina delle erbe

Camomilla, regina delle erbe
Fabio Firenzuoli
hi l’avrebbe detto! La tanto spesso denigrata Camomilla è presente addirittura in specialità medicinali registrate. Eppure, quando si vuol sottolineare la potenza o i rischi di un farmaco, si sente spesso questa affermazione: “attenzione perché non è mica … Camomilla!”, volendo automaticamente dire che al contrario la Camomilla non fa niente.

In realtà si tratta dell’erba medicinale per antonomasia. Usata in particolare a livello domestico per tisane, gradevoli e rilassanti, consigliate abitualmente sia agli anziani che ai lattanti, come blando sedativo, ma anche contro le coliche gassose.

In realtà oggi sappiamo molto su questa pianta, chiamata anche Camomilla comune (Matricaria recutita L. o Matricaria chamomilla l.), peraltro facilmente reperibile nelle nostre campagne, nel periodo estivo. Sappiamo ad esempio che contiene numerose sostanze, tra le quali flavonoidi (apigenina, luteolina) ed un olio essenziale (contenente tra l’altro a-bisabololo), responsabili del colore dei fiori e del profumo tipico. E proprio queste sono le sostanze responsabili anche di due importanti attività medicinali: antiinfiammatoria e spasmolitica. Sì, perché la più importante attività della Camomilla non è tanto quella sedativa, quanto quella protettiva sulla mucosa del tubo digerente, ed in particolare dello stomaco e del duodeno. Ben documentate, in laboratorio e sull’animale, sono queste caratteristiche, confermate proprio quando si utilizzano in associazione sinergica. Il bisabololo ha dimostrato inoltre un’attività battericida ed antiulcera specifica, in grado di prevenire i danni da indometacina, stress ed alcool. Nella Camomilla è stata riscontrata anche la presenza di polisaccaridi ad attività antiinfiammatoria ed immunostimolante.

Da ricordare poi che i fiori di Camomilla (o capolini) sono previsti proprio in Farmacopea Ufficiale. Questo per dire fin da subito che quando si debba utilizzare a scopo medicinale, la si può cercare in farmacia, dotata di tutti i requisiti richiesti. In particolare ci preme sottolineare la disponibilità di estratti controllati, utilizzabili e prescrivibili anche per preparazioni galeniche, nella prevenzione e cura di numerose affezioni del tratto digestivo, dalle gastriti alle coliti, dalle esofagiti all’ulcera peptica, su base neurodistonica, infettiva o tossica (alcool, FANS, chemioterapici, ecc.).

Rare ma possibili, le reazioni di intolleranza o vere e proprie allergie.

Una semplice indicazione per una preparazione domestica (sfruttabile ad esempio per calmare passeggeri bruciori di stomaco): preparare un decotto con un cucchiaio di capolini messi in una tazza di acqua fredda, portare ad ebollizione e far bollire per un minuto; infusione a fuoco spento e recipiente coperto per 30 minuti; filtrare e bere, due tre volte al giorno lontano dai pasti.

Nei casi in cui vi sia una vera e proprie patologia allora dovremo ricorrere agli estratti veri e propri.

La cosiddetta Camomilla romana, al contrario della Camomilla comune, viene invece utilizzata per infusi nelle gastriti croniche con atonia e pesantezza post-prandiale, ed il suo impiego è invece controindicato nelle gastriti acute e nei pazienti con ulcera gastrica o duodenale.

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